Wunderkamera – RESIDENZA NELL’ARCHIVIO DELLE MERAVIGLIE
presentazione delle opere realizzate dai giovani studenti/artisti
il 2 e il 3 maggio 2026
due giornate ricche di eventi per restituire al pubblico le opere realizzate dopo un lungo progetto di formazione artistica legata al territorio di Fobello e della Val Mastallone.
PROGRAMMA:
Si comincia il 2 maggio alle 17.30 con la presentazione del progetto a cura del team Superottimisti, del sindaco di Fobello, dei giovani partecipanti e di Massimo Bonola – storico delle Alpi.
A seguire la proiezione di:
- Fobello 2045 – Memorie dal passato di Giulia Livigni
- Ultimo Stambecco di Dmitry Akatov
si va avanti il 3 maggio con la visione del
- Libro fotografico d’artista Dove la cenere fiorisce di Giulia Magra
- Memoria che mi attraversa di Sara Mohammadi Jouzdani – Performance per spettatore unico
LE OPERE:
Memoria che mi attraversa
Performance per spettatore unico di Sara Mohammadi Jouzdani
“Memoria che mi attraversa” è una performance sul corpo come spazio di memoria e trasformazione.
Il lavoro nasce dal bisogno di rendere visibile una memoria che non è solo personale, ma collettiva e stratificata, dando forma a ciò che resta, si deposita e ritorna nel tempo. Lo spettatore è coinvolto in un’esperienza fisica e sensoriale, immerso in una tensione tra presenza e assenza.
INGRESSO LIBERO SU PRENOTAZIONE – FINO AD ESAURIMENTO POSTI (residenzawunderkamera@gmail.com)
Sara Mohammadi Jouzdani: studentessa iraniana del corso magistrale in CAM presso l’Università di Torino. La sua formazione intreccia teatro, cinema sperimentale e performance art. Il suo lavoro esplora temi come la memoria, il corpo e l’immaginario poetico con un approccio interdisciplinare. Partecipando a Wunderkamera ha voluto approfondire il legame tra identità, paesaggio e immaginazione, cercando un linguaggio visivo capace di ascoltare ciò che resta in silenzio.

Fobello 2045 – memorie dal passato

Documentario di Giulia Livigni
Tutto è nato da due domande: cos’è un luogo? E cosa lega le persone a esso? Inizialmente avevo la presunzione di riuscire a rispondere attraverso la realizzazione del mio documentario, ma intervista dopo intervista, e soprattutto in fase di montaggio, mi sono resa conto che una risposta vera non l’avevo e non riuscivo a trovarla. Così ho deciso di lasciare queste domande aperte, rivolte direttamente a chi guarda. Fobello è un posto molto diverso da dove sono nata e cresciuta. Ho cercato di raccontarlo partendo da quelle due domande ed usando l’Intelligenza Artificiale come filo narrativo.
Giulia Livigni: Laureata in DAMS, lavora come videomaker e nel mondo del cinema come script supervisor per film e cortometraggi di finzione. A livello personale, però, preferisce il linguaggio documentario: grazie a Wunderkamera ha potuto osservare una realtà lontana dal suo vissuto, per raccontarla nella maniera più autentica possibile, cercando di far emergere in maniera costruttiva non solo gli aspetti positivi, ma anche le criticità che ogni storia custodisce.
Ultimo stambecco

Cortometraggio di finzione di Dima Akatov
Un uomo torna nel suo paese natale tra le montagne per convincere il padre a lasciare la sua vita isolata. Ma il passato riaffiora attraverso le immagini d’archivio, trasformando il viaggio in un confronto con la memoria e con un mondo che sta scomparendo.
“Ultimo Stambecco” nasce dall’incontro con l’archivio filmico delle famiglie di Fobello e con la comunità che lo custodisce. Il film utilizza il materiale d’archivio come parte attiva della narrazione. Le immagini affiorano nei momenti di maggiore fragilità dei personaggi, come se il passato fosse ancora presente nello spazio.
Dima Akatov: studente del corso Magistrale CAM è un giovane regista e autore cinematografico. Il suo lavoro si concentra sull’intersezione tra memoria, identità e paesaggio, esplorando forme narrative ibride tra finzione e materiali d’archivio. Ha diretto diversi cortometraggi oltre a progetti video e musicali. Parallelamente, lavora come produttore nel campo dell’animazione internazionale.
Dove la cenere fiorisce – libro fotografico d’artista di Giulia Magra

Il progetto intende indagare la condizione femminile nella comunità montana di Fobello, mettendo in luce quello che viene definito come “matriarcato della fatica”. Un matriarcato non celebrativo, ma quotidiano: fatto di lavoro femminilizzato, di responsabilità silenziose e di un ruolo
centrale nel mantenere vive le relazioni sociali e le tradizioni locali. Il libro nasce dall’intreccio di pellicole in formato ridotto, fotografie, testi e stampe botaniche. Dove la cenere fiorisce esplora il legame tra donne e natura, entrambe radicate nei cicli vitali e capaci di rinascere dalle ceneri.
Fotografa e artista visiva. Dopo aver frequentato il DAMS di Torino, ha deciso di approfondire gli studi in Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna. La attraggono i linguaggi ibridi, le narrazioni non lineari e il potenziale dei materiali d’archivio, che considera risorse preziose per orientarsi nel presente e immaginare nuovi futuri


